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LA PSICOLOGIA, POESIA E PSICOLOGIA

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Quanto Basta

Curarsi con la Poesia
Psicodiagnosi ospita con piacere l'opera in due volumi del Prof. Sandro Candreva
Questa la prefazione del suo libro

"Voglio andare a casa !"
"Fammi tornare a casa !"
Queste le parole che per una vita mi venivano da dentro e da dentro perseguitavano.
Dette e non dette le dicevo alle donne della mia vita, senza sapere bene che cosa stessi chiedendo. Non trovavo cosa cercavo e continuavo a vagare. Ulisse, tornando dalla guerra di Troia, dopo una vita di peregrinazioni e più d'una donna, riuscì a ritrovare casa. Armi alla mano, con l'aiuto del figlio Telelemaco e col favore della dea Atena, riconquistò l'onore: la sua identità e la sua isola.
Nella lunga strada del ritorno ne aveva fatte e viste tante, ed era persino passato per l'essere Nessuno;nessuno, un piccolo nessuno contro il gigante Ciclope che, col suo unico occhio, non poteva cogliere la dimensione della profondità (che tanti di noi non colgono). Finalmente tornato, Odisseo…ripartì.
Ma, questa volta, per portare ad altri la sua conoscenza, perché potesse tornare loro utile. Così Ulisse diede senso ulteriore alla sua avventura: portò lo strumento del remo a genti che non lo conoscevano. E andò oltre, tentò i limiti del conosciuto, che al suo tempo erano le Colonne d'Ercole.
Nel mio piccolo Io sto depositando qui in parola le tracce del mio viaggio dalle terre esterne verso le terre interne, dall'alto in basso e dal basso in alto. Tra le avventure del mio viaggio l'ictus (2006) è stato l'incidente più felice, perché ha finito per dare essenzialità alla parola; alle tante parole che l'interna Necessità mi aveva portato finalmente a depositare nei cinque anni precedenti.
Al "piccolo" Odisseo (piccolo a confronto del Ciclope), dedico questo "scatolone" pieno di scatole, ciascuna piena a sua volta di parole. Quelle parole sono state, e vogliono essere "farmaci", cioè mezzi per riparare incidenti del vivere; le ho ordinate e intitolate alle varie "avventure" incontrate nel viaggio. Ciascuna serie porta in titolo termini che stanno volutamente a metà tra l'antico e il moderno, tra i vizi capitali e i disturbi del carattere. Perché nella mia vita non ho potuto fare altro che il "filosofo"-per dirlo in termini antichi- ossia lo "psicologo" -detto in termini moderni- e così ho lavorato per una trentina d'anni con molti altri attraverso la relazione con me stesso, e su me stesso attraverso la relazione con molti altri. In questi due volumi si legge ciò che posso offrire ai miei compagni d'avventura, perché io possa servire tornando loro utile. Utile a fare in ogni passaggio il punto di dove ci troviamo. Sapere dove vogliamo andare. E fare l'impossibile per andarci. Oggi è una splendida giornata di primavera del 2009, non ero certo che ci sarei arrivato, ringrazio chi mi ha voluto bene anche al di là di quello che apparivo. Siano essi visibili o invisibili io li ringrazio.
Vi ringrazio ! Tre volte grazie.
Pensavo di finire qui, ma non finisce qui.
Voglio mettere in parola due varianti moderne della vicenda di Odisseo.
Nella prima Ulisse, dopo aver raccontato del suo viaggio all'ospitale re dei Feaci (padre di Nausicaa) e alla sua corte, stanco finalmente si addormenta, e su ordine del pietoso re, durante il suo profondo sonno, una nave lo riporta alla sua Itaca.
Una volta sbarcato, incautamente Ulisse si fa riconoscere. Contro i Proci, che usurpano il trono di Itaca, non riesce a tendere il suo micidiale arco, e nello scontro aperto, perde la vita, e con lui Telemaco, il suo unico figlio ed erede. Ignobile esito della vicenda ! Con Ulisse invoco la protezione della sua saggia e armata Atena, perché non consenta fine così comune da essere non degna di memoria… né di poema. In una seconda variante, diversa e modernissima, Ulisse, ritornato in patria, trova che Penelope, dopo avere in gioventù ceduto alle profferte di vari Proci -senza tuttavia concedere la sua mano ad alcuno- ha finito per mettersi in proprio, utilizzando le conoscenze fatte per… aprire, nella reggia stessa di Itaca, un prestigioso hotel, che affitta a singoli e gruppi appassionati di storie e archeologie. Penelope, grazie ai rapidi mezzi di comunicazione, sa che anche Ulisse, lungo la via del ritorno in patria ha conosciuto gente, si è distratto con Circe, Calipso e altre sirene. Perciò, quando Odisseo ritorna ad Itaca, non avviene alcun fatto di sangue… ma la proposta, da parte di Penelope, che Ulisse si trasformi da marito a socio in affari, con utili proporzionati alla clientela ch'egli porterà all'hotel.
Ulisse a malincuore accetta, e poi…se non è più così bella Penelope, Itaca è splendida, i clienti non mancano, gli affari vanno a gonfie vele, e sono rivestiti anche di nobiltà d'intenti… Tuttavia, la vicenda non finisce qui, perché l'amore per la conoscenza finirà per vincere sulla ditta U&P: Ulisse riprenderà il mare per portare quello che sa a chi non lo sa ancora, ed esplorare oltre, facendo vela verso l'ignoto. Penelope, rilevata la ditta a prezzo di liquidazione, resterà nel suo hotel, facendo ottimi affari con quel che ha e sa fare.
Di Telemaco non c'è da preoccuparsi: con tanto padre, e siffatta madre, farà strada.
La sua propria strada.

Sandro Candreva

P.S.
Se ci sarà una quarta versione della storia della U&P lo si vedrà alla prossima edizione.

visita il sito www.sandrocandreva.it


Fonte: Sandro Candreva


sabato 27 maggio 2017
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