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PET THERAPY, CONVEGNO 2019

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PET THERAPY E BULLISSMO

AL CONVEGNO ANNUALE APTEBA QUEST'ANNO RELAZIONERO' SULL'AIUTO CHE GLI ANIMALI POSSONO DARE PER LE VITTIME DI BULLISMO

La Pet Therapy e gli atti di bullismo

I fenomeni di prepotenza dal 22% iniziale sono scesi al 12% a livello dell’intera scuola, e addirittura al 6% nelle classi direttamente coinvolte. E la maggior parte di questo risultato si è avuto già nel corso del primo dei tre anni di progetto.
Lavorando sempre su intere classi (mai sul singolo!), mediante azioni positive, un attività piacevole e gratificante, partecipando tutti insieme in maniera cooperativa, lasciando libera espressione a animali e ragazzi, e aiutandoli a cogliere comportamenti e atteggiamenti che ne inficiano le relazioni. Perché qui sta la debolezza di molti giovani: nell’incapacità di esprimere e riconoscere correttamente le proprie emozioni e di leggere quelle altrui.

E i cani sono maestri quando si parla di emozioni. Loro sono emozione allo stato puro. Sanno leggere in maniera sottile il nostro stato emozionale e quello dei giovani che li attorniano durante il progetto, vi si insinuano dentro e ne scardinano gli schemi. Senza grossi ragionamenti, senza tempi eterni, ma subito, bruciando le tappe, senza bisogno di parlare o di fare cose complesse.
Naturalezza, spontaneità, semplicità sono le parole chiave degli interventi che li vedono protagonisti. Perché, come racconta Silvia Fusaro – educatrice di distretto:

“l’animale ha il grande pregio di semplificare e veicolare i contenuti e i messaggi che si desiderano far arrivare ai ragazzi, poiché vengono resi accessibili a tutti. Questo progetto presuppone infatti una bassissima soglia di comprensione iniziale per diventare subito, già dal primo incontro, un’esperienza prevalentemente emotivo-relazionale con un’immediata ricaduta sul comportamento e sull’autocontrollo. E non c’è nessun vantaggio per chi è più intelligente o più forte. L’esito positivo è alla portata di tutti, anche di chi dispone di minori strumenti”.

Una sorta di livella…

“Aiutando i bambini ad entrare in contatto col loro mondo interiore…si crea un’atmosfera più pacifica e tranquilla all’interno delle classi, che favorisce le relazioni con un effetto positivo anche sulla didattica” scrive Vittorio Giacomin del ‘progetto Alice per una ecologia della mente’, come riportato nel libro Giù le mani da Pierino” (Edizioni Amrita) di Daniela Muggia e Emilia Costa.
“Quello che mi stupisce - dichiara uno degli insegnanti coinvolti nel progetto – è che alla fine il successo del progetto è dato dal fatto che qui si parla di sentimenti. E qui lo dico con un po’ di amarezza…per molti ragazzi è forse l’unica occasione in cui possono esternare i loro sentimenti senza paura di essere giudicati… L’animale è un facilitatore, stimola passioni, stimola elementi positivi, stimola sentimenti; e questo è quello che un po’, nella scuola, forse manca”.

E sulla capacità dell’animale di trasformare stati d’animo e molto altro lo si desume dalle dichiarazioni dello stesso dirigente: “La vivibilità all’interno dell’istituto è migliorata decisamente. L’intera scuola è permeata da un clima di serenità…c’è qualcosa di diverso, di nuovo nell’aria… I luoghi del conflitto, ora, sono fuori dai muri della scuola”.

 

estratto da

https://www.gruppomacro.com/blog/crescita-personale/pet-therapy-efficace-anche-contro-il-bullismo




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Fonte: APTEBA


mercoledì 17 luglio 2019
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