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NEUROPSICOLOGIA, CERVELLO e PSICHE

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L'imbarazzo nasce nell’emisfero destro del cervello

Una ricerca in tema di psicologia è riuscita a spiegare che l’imbarazzo nasce l’emisfero destro del cervello. È quanto sono riusciti a fare degli studiosi dell’Università della California a San Francisco e a Berkeley. Gli scienziati hanno messo in atto un particolare esperimento, che si è servito del karaoke. Gli oggetti coinvolti sono stati registrati e poi hanno ascoltato la loro voce senza la musica.

Questo studio ha portato all’individuazione di una parte del tessuto dell’emisfero destro del cervello, che si caratterizza come la regione cerebrale fondamentale, nella quale va rintracciato l’imbarazzo. Si tratta della corteccia cingolata anteriore pregenuale. I soggetti che hanno partecipato allo studio provavano un più o meno elevato senso di vergogna, ascoltando la loro voce senza la musica, in grado di nascondere certe stonature. Il grado di vergogna dipendeva proprio dall’area cerebrale in questione.
La ricerca scientifica è riuscita a spiegare molto di ciò che riguarda l’imbarazzo. Ad esempio è stato dimostrato perché il silenzio è imbarazzante. Lo studio recente invece ha preso in considerazione il senso di imbarazzo che si prova nel vergognarsi di se stessi. In particolare molto interessante è stato il coinvolgimento di persone affette da malattie neurodegenerative, le quali hanno mostrato una maggiore indifferenza nei confronti dell’esibizione pubblica delle personali stonature.
A questo proposito Virginia Sturm, dell’Università di San Francisco, ha spiegato:
Nelle persone sane ascoltare il proprio canto, magari stonato, provoca una reazione di notevole imbarazzo. La pressione sanguigna e la frequenza cardiaca aumentano e il ritmo del respiro cambia. Ma le persone con gravi danni neurologici a livello della corteccia frontale hanno invece risposto con più indifferenza. Questa regione del cervello è quindi la sede dell’imbarazzo: più è piccola, meno se ne prova.
Non si tratta del rapporto tra cervello e scelte calcolate, ma di un’emozione che nasce spontanea e sulla quale si deve ancora indagare molto. In effetti forse non basta uno spray nasale per dire addio alla timidezza, come si era ipotizzato.

Pubblicato da Gianluca Rini in Primo Piano, Psicologia, Ricerca Medica. Lunedì, 18 Aprile 2011.


Fonte: Gianluca Rini


mercoledì 22 novembre 2017
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